….in quel giorno, nonostante fosse ancora settembre, le ore della notte erano già fredde e nell’atelier di Pambianchi iniziava a prender corpo un nuovo soggetto, iniziava un dialogo con uno dei suoi confidenti della notte che parola dopo parola, dialogo dopo dialogo, pennellata dopo pennellata, prendeva corpo. Dalla trama della tela dell’arazzo affioravano i tratti del viso, e il suo iniziatore lo svelava ma anche lo sciupava, lo travisava, si prendeva gioco di Lui…..lo creava e lo scomponeva, lo scrutava nascere da lontano mentre lo scherniva attraverso una serie di dettagli lavorati da vicino, tra l’intimo dell’intramato della tela e la lordura della pelle ……