Le carte

dal 1983 a mano libera

C’è una cassetta di legno custodita gelosamente nell’armadio dell’Archivio Pambianchi. Vi sono custodite preziose carte, schizzi, disegni, acquerelli, nati dalle inesauribili visioni e dalle infaticabili mani di Pambianchi, disegnatore fin dai tempi dell’Istituto d’Arte Dosso Dossi di Ferrara. A volte ispirato dall’arte di Salvador Dalì, altre volte influenzato dai corpi nerboruti disegnati da Michelangelo, altre volte ancora spietato chirurgo impegnato in operazioni immaginifiche su corpi e volti quasi rileggendo, nei primi lavori, i tratti delle opere del maestro modenese Wainer Vaccari. Pambianchi attinge in forma vorace da “tutte le epoche” e da tutti i suoi protagonisti lasciando affiorare in forma inconsapevole approcci eclettici e sarcastici con i soggetti e le scene da lui ritratte.

Ogni carta è preziosa non solo perchè assimilabile a lettere di un alfabeto che fiorirà con la maturità dell’artista ma anche come indizio, traccia di un percorso che non ha mai trovato soste bensì continue sperimentazioni.

Le carte sono un quaderno di studi e ricerche, un diario di dialoghi con i soggetti raffigurati, attraverso il quale è possibile seguire tutta l’evoluzione del pensiero, del linguaggio e della metodica di Enrico Pambianchi. Giovani puledri muscolosi esplodono dalla grafite delle matite di Pambianchi, satiri attizzati danzano, corpi adiposi, volti tumefatti e arti tatuati sono le prime immagini scomode, sporche, forti, incise con le quali Pambianchi si confronta.

Enrico Pambianchi carte 2